Italia Moderata –: ““si al finanziamento pubblico ai giornali” in risposta alla crisi di fiducia espressa dai cittadini, con la raccolta firme.

Italia Moderata –: ““si al finanziamento pubblico ai giornali” in risposta alla crisi di fiducia espressa dai cittadini, con la raccolta firme.

Roma, 14 luglio 2026 – «Siamo favorevoli al finanziamento pubblico dell’editoria: il pluralismo dell’informazione è un valore democratico da difendere. Il sostegno dello Stato ai giornali non va toccato, ma accompagnato da rigore sull’applicazione della legge: chi riceve risorse pubbliche deve garantire trasparenza e indipendenza».

È questa la posizione di Antonio Sabella, Segretario Nazionale Italia Moderata, in risposta alla raccolta firme dei cittadini, che mira a cancellare il finanziamento pubblico all’editoria.

«Il finanziamento pubblico tutela l’informazione libera; per questo deve essere seguito controlli coerenti con la sua finalità: sostenere il diritto a un’informazione corretta, autonoma e pluralista».

La riflessione arriva mentre l’ultima relazione Agcom fotografa una crisi profonda del settore: i quotidiani hanno visto nel 2025 un ulteriore crollo delle copie cartacee, arrivate a livelli pari a circa un decimo rispetto agli inizi del secolo. Una crisi che dimostra la difficoltà del modello tradizionale della stampa e la crescente dipendenza delle aziende editoriali da nuove fonti di ricavo.

«Il crollo delle vendite – prosegue Sabella – non è soltanto un problema economicoÈ il segnale di una progressiva perdita di rapporto tra cittadini e prodotto editoriale. Quando il pubblico percepisce una confusione tra informazione e interessi commerciali, viene meno la credibilità. Il lettore deve poter sapere se sta riceve una notizia pilotata da un interesse economico. La risposta alla crisi dell’editoria non può essere l’eliminazione del sostegno pubblico, ma una sua evoluzione verso maggiore trasparenza e responsabilità.

L’indipendenza dell’informazione, senza finanziamento pubblico, rischia di essere sostituita del tutto da logiche commerciali. Perché la forza di un giornale non si misura soltanto dai suoi ricavi, ma dalla fiducia che riesce ancora a conquistare nei cittadini.

Sono auspicabili invece più controlli per chi riceve risorse pubbliche: che il finanziamento sia accompagnato da strumenti di verifica incisivi, con soglie di attenzione automatica, laddove la componente pubblicitaria e commerciale assume un peso dominante rispetto agli introiti da vendita editoriale, minacciando la missione editoriale. Non si tratta di penalizzare le imprese, ma di garantire il lettore, per far si che le risorse pubbliche siano utilizzate per rafforzare l’informazione e non per sostenere modelli commerciali».

In questo quadro, l’appello accorato va a i controllori:

  • Agcom, per la tutela del pluralismo, della trasparenza e della corretta distinzione tra informazione e comunicazione commerciale;
  • Ordine dei giornalisti, per il rispetto delle regole deontologiche e dell’autonomia professionale;
  • Consob nei casi in cui ricorrano profili di sua competenza, per gli aspetti di trasparenza e correttezza.

«Siamo, secondo le ultime stime ufficiali (ndr. rsf.org) dopo il Ghana, Capoverde, Montenero, il Gabon, l’Uruguai, il Gambia, la Corea del Sud, l’Uruguay e l’Ucraina: occupiamo il 56° posto per indipendenza della stampa, nel mondo. Serve – conclude Sabella – monitoraggio puntuale sulla separazione tra spazi commerciali e informativi, su quelle realtà in cui il bilancio è composto sostanzialmente da introiti commerciali: che si coinvolgano sempre più i comitati di redazione e le rappresentanze sindacali, per verificare pressioni economiche sulla scelta e il trattamento delle notizie, sui giornalisti».

Segretario Nazionale Italia Moderata Antonio Sabella