Roma,10 luglio 2026 – La scomparsa di 80 fiale di fentanyl dalla farmacia dell’Ospedale Israelitico di Roma ha aperto uno dei casi più delicati degli ultimi anni nel settore della sicurezza sanitaria. Come è stato reso noto dalle autorità, il quantitativo sottratto sarebbe sufficiente a ricavare fino a 20.000 dosi destinate al consumo illecito, circostanza che ha spinto Palazzo Chigi a convocare una riunione d’urgenza e ad avviare un rafforzamento dei controlli sulla gestione dei farmaci stupefacenti.
Le indagini della Procura di Roma stanno procedendo per furto e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Parallelamente, Carabinieri del NAS e ispettori ministeriali stanno verificando procedure interne, registri di movimentazione e sistemi di custodia dell’ospedale, dopo che gli investigatori hanno rilevato diverse criticità organizzative da approfondire.
«Le stime circolate nelle prime ore dell’indagine parlano di circa 20.000 dosi potenzialmente ricavabili dalle fiale sottratte, che applicate ad un valore ipotetico di 100 euro per dose sul mercato illecito, potrebbe costituire un giro d’affari di circa 2 milioni di euro – spiega il Segretario Nazionale Italia Moderata Antonio Sabella.
Si tratta di una stima teorica, poiché il valore effettivo dipende dalla purezza del prodotto, dalla modalità di distribuzione e dal mercato finale di destinazione. Tuttavia il dato aiuta a comprendere perché il furto abbia immediatamente attirato l’attenzione delle strutture investigative specializzate.
Ma il vero timore non riguarda soltanto lo spaccio: Il fentanyl è un oppioide sintetico estremamente potente, utilizzato in anestesia e terapia del dolore severo. Secondo la letteratura scientifica e le informazioni diffuse da NIH, DEA e CDC statunitensi, la sostanza può provocare rapidamente depressione respiratoria, perdita di coscienza e morte in caso di sovradosaggio. L’effetto più pericoloso è l’inibizione dei centri cerebrali che regolano automaticamente la respirazione. L’overdose da fentanyl è stata descritta con la locuzione di “wooden chest syndrome“, una condizione caratterizzata da marcata rigidità della muscolatura toracica che può rendere estremamente difficile la ventilazione del paziente.
Le morti che hanno reso famoso il fentanyl: Ricordiamo che nel 2016 il musicista Prince morì per un’overdose accidentale di fentanyl, secondo quanto stabilito dalle autorità statunitensi.
Anche la morte di Michael Jackson nel 2009, pur non essendo legata al fentanyl ma principalmente al propofol e ad altri farmaci somministrati a scopo sedativo, contribuì ad accendere i riflettori mondiali sui rischi associati all’uso improprio di farmaci ad alta potenza.
Il precedente delle infiltrazioni criminali nella sanità: la sanità rappresenta un settore strategico, come la storia giudiziaria italiana documenta ampiamente. Tra i casi più recenti vi è l’inchiesta della DDA di Napoli sulle presunte infiltrazioni del clan Contini nell’Ospedale San Giovanni Bosco. L’indagine ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di quattro persone e al coinvolgimento di decine di indagati, contestando un sistema che avrebbe interferito con servizi, appalti, gestione economica e attività interne alla struttura ospedaliera. Pertanto, questo precedente dimostra come il settore sanitario possa rappresentare un obiettivo di interesse per organizzazioni criminali e dunque l’uso del farmaco, da parte delle mafie, potrebbe non essere solo limitato, in ipotesi, allo spaccio.